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In questa era di ultra-connettività e conformismo globale, c’è sempre un luogo in cui si manifesta l’inaspettato. Per questa semplice ragione, continuiamo il nostro viaggio nella diversity, esplorando destinazioni sempre inedite alla ricerca di autentiche forme di meraviglia umana. Nel mezzo delle Ande argentine, vicino alle frontiere dell’Occidente, c’è un piccolo villaggio in cui tutte le direzioni mutano nel loro opposto, ridefinendo il senso del tutto. È un luogo in cui i diavoli sono buoni e dove l’unica connessione che conta è quella con la Madre Terra. Qui il tempo continua ad essere un’estensione dell’anima e il concetto di stile una pura forma di espressione personale, lontana migliaia di chilometri dall’hype dei social media. Nel piccolo villaggio di Uquía, nella valle di Quebrada de Humahuaca, diverse culture e gruppi etnici hanno convissuto per secoli, fondendosi, nonostante tutto, gli uni negli altri. Ed è proprio dall’incontro fra i costumi spagnoli e quelli indigeni che è emerso il rituale del Carnevale del Nord. Un evento che rappresenta qualcosa di molto più importante di una semplice festa e che di fatto incarna un momento talmente significativo da dettare il ritmo di vita di ciascun abitante di questa terra magica. Dominato da costumi di diavoli colorati, adornati con specchi - per tenere lontani gli spiriti maligni - il Carnevale è una celebrazione di libertà e vitalità, in cui ogni individuo e la comunità stessa si riconnettono con la più pura gioia di vivere. Attraverso il ruolo centrale delle maschere e trasportati dal ritmo della musica e dall’ebbrezza dell’alcol, è come se gli abitanti del luogo abbandonassero sé stessi al flusso della natura, per poi ritrovarsi, catarticamente e profondamente rivitalizzati. In questo luogo di frontiera, nel cuore delle Ande, abbiamo scoperto che l’universo non sempre si muove nelle medesime direzioni. Abbiamo compreso che la diversità è un patrimonio da coltivare e conservare, per non lasciare che il sempre-identico si imponga su tutto, chiudendo per sempre le porte dell’animo umano in faccia alle infinite prospettive del possibile. Perché l’imprevisto è qualcosa di cui dobbiamo prenderci cura ogni giorno, per continuare a dare vita alla meraviglia della creazione.